Introduzione - Shiba Inu - Allevamento Tessaiga

 Tessaiga Shiba Inu
Il Primo Allevamento Italiano Registrato al Nippo Club - Giappone
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Introduzione

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Guida alla lettura dello standard Nippo

di dott. Elettra Grassi



Il NIPPO club è un’organizzazione assai più vecchia del JKC - JAPAN KENNEL CLUB (affiliato FCI). IL NIPPO E’ il club che per primo si è proposto di studiare e preservare le razze native giapponesi.

Lo standard promulgato dal Nippo è frutto di questi approfonditi studi sulle razze che tutela dagli anni 30 con riconoscimento ministeriale dell’attività e degli stud book, che nascono in queste razze proprio col Nippo club.

E’ indubbio che in particolare per lo shiba inu il Nippo rimane riferimento principale per tutti gli allevatori e amatori della razza: gli annuali raduni del club richiamano dai 1000 ai 2000 shiba provenienti da tutto il Giappone,ed è ovviamente un appuntamento per gli allevatori di tutto il mondo.

Il Jkc ha mutuato gli standard dello shiba dell’hokkaido e shikoku da questo che ho avuto il piacere di tradurre e che presento per la prima volta in assoluto in versione integrale.

La versione FCI è identica in tutte le sue parti a quello del Nippo con l’eccezione che ne è la versione ridotta e scarna: tutte le estensioni sono state purtroppo tagliate.

Come puntualizza l’introduzione allo standard Nippo (anche questa da me tradotta in versione integrale e letterale dal sito del Nippo) è verosimile che per giudicare ottimamente queste razze è necessario conoscere la versione integrale dello standard e non solo quella FCI,che,essendone la versione ridotta, per ovvie ragioni, apparentemente, rimane più lacunosa (ma in realtà non lo è;di fatto, lo standard FCI ha molti più elementi impliciti,risultando meno descrittivo,e quindi molto più difficile nella lettura e nell’interpretazione di quello Nippo).

La traduzione, oltre che piacevole è stata difficoltosa non solamente per la lingua in se (un buon supporto tecnico e buoni collaboratori hanno di fatto reso possibile questo lavoro!) ma per le scelte connesse a come rendere il testo: chi come me, arriva da un liceo classico sa bene di cosa parlo, ricordando le difficoltà di resa delle traduzioni dal greco!

Ho trovato molte buone traduzioni inglesi in internet, che mi sono state di grande aiuto, ma nessuna di esse rispettava la struttura e l’organizzazione originale di questo standard: così rimaneggiato in questi elementi,mancava,a mio avviso,di quella integrità che rende questo standard veramente esauriente.

Ma certamente così rimaneggiato risulta, ad una prima lettura, più normale e vicino agli standard a cui siamo abituati e quindi sicuramente più facile ad un primo impatto nella lettura.

Io ho fatto una scelta nella traduzione sicuramente unica nel suo genere: ho voluto eseguire una traduzione più integrale e aderente possibile, rispettando e mantenendo l’organizzazione originale per punti dello standard e la descrizione dei caratteri di tipo per analogie rispetto alle altre razze native.

Questa scelta implica una lettura necessariamente meno immediata e facile ma offre una descrizione e comprensione del tipo nettamente migliore e assolutamente senza pecche.

Per la comprensione al testo devo informare il gentile lettore che lo standard Nippo è unico per le razze tutelate: le differenze dei caratteri di tipo fra le diverse razze vengono puntualizzate di volta in volta all’interno delle descrizioni del carattere. Laddove non vi siano specifiche semplicemente lo standard intende che quel carattere è identico in tutte le razze tutelate.

Le razze vengono indicate a volte per taglia: piccola per lo shiba, media per Shikoku e Hokkaido,grande per Akita, a volte per nome, se è una specifica solo per quella data razza. Qualora incontrerete questa dicitura non vi stupite, ma è quella originale.

Per correttezza devo dire che interessandomi solo le specifiche sullo shiba ho eliminato quasi ovunque le specifiche sulle altre 2 razze tutelate (Hokkaido e Shikoku), poiché non era mio obiettivo esplicitare ciò che non riguardava la razza da me studiata.

Sono quindi solo due i punti tradotti integralmente con specifiche riguardati le altre razze.

Il punto 1 poiché riguardante la fondamentale descrizione delle razze nell’essenza e quindi è stata necessaria una traduzione integrale per comprendere l’essenza dello shiba. Il punto 11, che tratta della coda:i portamenti ammessi si evincono di fatto dalle analogie con le altre razze. Laddove si dice “solo nello shiba” si intende semplicemente che nelle altre native il tale carattere è o non è ammesso a seconda di ciò che si sta trattando: per esempio, solamente nello shiba il bianco è colore eliminatorio, mentre nelle altre razze native è un colore ammesso.

Un’altra cosa da sottolineare è che troverete in questo standard delle visioni obbligatorie del cane: ci sono delle parti che necessariamente vanno osservate frontalmente, lateralmente e posteriormente, per la valutazione complessiva di determinati caratteri. Visioni che di fatto vengono eseguite su ogni soggetto ai raduni Nippo dalla commissione giudicante,proprio perché indicate nello standard.

Importanti sono infine le note sui colori: nello standard Fci vengono solo elencati i colori ammessi e viene indicata la necessaria presenza dell’urajiro (senza definirne l’estensione per nessun colore, né in eccesso né in difetto), mentre in quello Nippo i riferimenti sono più espliciti e precisi.

Come annotazione su questo punto, devo sottolineare che nello standard Nippo non si distingue il sesamo nero da quello rosso ma viene considerato come colore unico e indicato semplicemente come “sesamo”, mentre in quello Fci sono considerati come 2 colori.

Di fatto anche nello standard FCI sia il sesamo rosso che il nero si comportano in maniera identica.

Lo standard FCI con l’aggiunta del colore dopo la parola “sesamo” annota solamente la diversa intensità del nero presente nel mantello ma non fa, correttamente, differenze sostanziali.

A parte questa differenza di terminologia entrambi gli standard considerano nel comportamento il sesamo un colore unico.


 
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